{"id":120,"date":"2018-01-23T15:58:01","date_gmt":"2018-01-23T14:58:01","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost:8888\/gnc2019\/?page_id=120"},"modified":"2023-04-17T10:31:06","modified_gmt":"2023-04-17T08:31:06","slug":"torino","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.aimnet.it\/gncorrosione\/sede\/torino\/","title":{"rendered":"CENNI STORICI"},"content":{"rendered":"<p>Si ritiene che la pianura ai piedi delle Alpi fosse abitata da popolazioni costituite in maggioranza da montanari, da gente scesa dalle cime, venuta dalle alture. L\u2019aggettivo Taurinus parrebbe, infatti, scaturire da un riferimento a popolazioni di altura, prossime a Montanus. Sembra dunque che il termine Taurino, riferito a tali genti, sia per volere indicare montanari, e che il toro, animale emblematico di forza, tenacia e combattivit\u00e0, non sia legato a tale definizione.<\/p>\n<p>Gli storici sembrano concordare sull\u2019appartenenza dei Taurini al grande ceppo celtico e, pure, all\u2019antica stirpe dei Liguri, da collocarsi a sud del Po, ma spintasi anche a nord del fiume. La coabitazione tra i due gruppi etnici diede origine a numerosi villaggi, tra cui il centro di Taurasia (la futura Torino), da collocarsi dove la Dora si getta nel Po.<\/p>\n<p>La seconda guerra Punica vide protagonista il generale e uomo politico cartaginese Annibale (247 a.C. \u2013 Bitinia 183 a. C.), che al comando del suo esercito, affiancato da imponenti elefanti, valic\u00f2 le Alpi distruggendo e saccheggiando i villaggi della regione subalpina, nella sua impetuosa avanzata verso la conquista di Roma.<\/p>\n<p>Dopo circa un secolo e mezzo dopo il passaggio di Annibale, l\u2019antica Taurasia divenne sede di una colonia Romana, fondata da Ottaviano (il futuro imperatore Cesare Augusto) dopo la battaglia di Azio, e ribattezzata con il nome di Augusta Taurinorum.<\/p>\n<p>Durante il periodo romano, Augusta Taurinorum divenne un centro importante per le comunicazioni con la Gallia, e dopo alterne vicende nel corso delle invasioni barbariche, cadde in potere degli invasori Longobardi nel 570 e da questi fu quasi subito eretta in ducato.<\/p>\n<p>Il primo duca di Torino, storicamente accettato dagli storici, fu Agilulfo nell\u2019anno 589, che divenne re dei Longobardi nel 591. Dopo di lui si succedettero il potere ducale, prima della salita al trono, Arioaldo nel 590 circa, Garibaldo nel 660 e Raginperto nel 671, il che conferma l\u2019importanza politica e militare del ducato della citt\u00e0 subalpina.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvento della dominazione carolingia la citt\u00e0 divenne capoluogo di una vasta contea che si estendeva fino alle pendici del Gran Paradiso e del Moncenisio ed era limitata dal confinante comitato di Ivrea. Quest\u2019ultimo, divenuto marchesato nell\u2019 888, incorpor\u00f2 la contea torinese dall\u2019 892 fino alla met\u00e0 del X secolo.<\/p>\n<p>Il marchese d\u2019Ivrea Berengario, poi Berengario II, re d\u2019Italia, per sua volont\u00e0 comprese i territori della contea di Torino in una nuova marca(*), che si chiam\u00f2 appunto di Torino, centro pi\u00f9 importante, e giunse nell\u2019anno 1014 a comprendere la stessa marca d\u2019Ivrea.<\/p>\n<p>Con la disgregazione della marca, la citt\u00e0 si resse con propri ordinamenti comunali, ma contro la sua indipendenza si prospett\u00f2 una duplice minaccia: da un lato l\u2019impero germanico e dall\u2019altro le mire del casato sabaudo, che si reputava erede dei diritti dell\u2019antica marca e rivendicava su di esso la propriet\u00e0 dei territori.<\/p>\n<p>I Torinesi tentarono di contrapporsi ad entrambi, ma non poterono evitare nel 1130 che Amedeo III, detto il Crociato, si impadronisse della citt\u00e0. Torino tuttavia, nel 1136, riusc\u00ec con l\u2019appoggio di Lotario II di Supplimburgo, ad estromettere il conte sabaudo e ad avere riconosciuti e confermati i propri statuti comunali.<\/p>\n<p>Nel 1155, Federico I, imperatore germanico, pi\u00f9 noto come Barbarossa (1123 circa \u2013 1190), giunse a Torino con l\u2019intento di rafforzare l\u2019impero con tutta la sua potenza e sacralit\u00e0, e nel 1159, riconobbe l\u2019autorit\u00e0 all\u2019allora vescovo della citt\u00e0 Carlo, che si trov\u00f2, di fatto, padrone di Torino e dei territori circostanti.<\/p>\n<p>Con la morte di Federico Barbarossa nel 1190 e le lotte per la successione alla testa dell\u2019impero, il casato sabaudo, con il marchese Tommaso I, accentu\u00f2 i tentativi di conquista della citt\u00e0, e dopo varie e alterne vicende (spartizione dei domini sabaudi operata da Amedeo IV nel 1233 e l\u2019assegnazione del Piemonte al fratello Tommaso II, figlio di Tommaso I; conquista di Torino da parte di Carlo I d\u2019Angi\u00f2 nel 1270 e di Guglielmo VII di Lungaspada, marchese del Monferrato, nel 1276), riusc\u00ec con Tommaso III ad impadronirsi definitivamente della citt\u00e0 nel 1280.<\/p>\n<p>Torino divenne cos\u00ec possesso di un ramo collaterale dei Savoia, quello del Piemonte, poi di Savoia-Acaia e soltanto nel 1418 con la riunificazione di tutti i territori sabaudi attuata da Amedeo VIII, detto il Pacifico, pass\u00f2 al ramo principale, divenendo quasi subito la sede amministrativa dei domini subalpini del ducato, nonch\u00e9 il capoluogo dei suoi affari politici e diplomatici.<\/p>\n<p>Nel 1459 vi fu stabilito il supremo consiglio di giustizia divenendo in pratica da quel momento la capitale dello stato sabaudo.<\/p>\n<p>Nella primavera dell\u2019anno 1536, nel corso del conflitto franco-absburgico, la citt\u00e0 fu occupata dai francesi di Francesco I che la tennero fino al 1562, quando dopo il trattato di Cateau-Cambr\u00e9sis (1559), pot\u00e9 essere ripresa dal duca Emanuele Filiberto.<\/p>\n<p>L\u2019occupazione francese dur\u00f2 circa venticinque anni, e per Torino fu un lungo inverno. Gli occupanti distrussero le fortificazioni della citt\u00e0, la chiesa di San Cristoforo degli Umiliati sede degli Agostiniani, e rasero al suolo l\u2019anfiteatro romano. Il nuovo governatore francese di Torino, Martino Du Bellay, ordin\u00f2 di cancellare del tutto le insegne sabaude, modificare le istituzioni, sostituirle con il modello francese.<\/p>\n<p>Dopo il periodo di occupazione francese, il duca Emanuele Filiberto si preoccup\u00f2 di riorganizzare lo stato sabaudo nell\u2019unit\u00e0 e nella forza, abbellendo la citt\u00e0 con numerosi monumenti e palazzi, costruendo la Cittadella, sistema fortificato tale da scoraggiare ogni eventuale invasore.<\/p>\n<p>Cresciuta di popolazione, la citt\u00e0 sabauda sub\u00ec due terribili assedi. Il primo fu nel 1640 per opera dei francesi intervenuti per sostenere i diritti alla reggenza di Cristina di Francia (nota come Madama Reale) per il figlio minore Francesco Giacinto (morto il 4 ottobre 1638) e poi per l\u2019altro figlio Carlo Emanuele II, diritti che le erano contestati dai cognati Maurizio e Tommaso Francesco, principe di Carignano, entrambi sostenuti dalla Spagna.<\/p>\n<p>Le truppe francesi, accorse in aiuto di Madama Reale, espugnarono la citt\u00e0 e costrinsero alla fuga il principe di Carignano (che si era arroccato nella citt\u00e0), cedendo il potere alla reggente.<\/p>\n<p>Il secondo assedio avvenne nel 1706 ancora per opera dei francesi, durante la guerra di Successione spagnola. Il duca sabaudo Vittorio Amedeo II, soprattutto con l\u2019appoggio del principe Eugenio di Savoia, al servizio di Leopoldo I, riusc\u00ec a porre fine all\u2019assedio francese, grazie anche al sacrificio del minatore Pietro Micca.<\/p>\n<p>Sette anni pi\u00f9 tardi il ducato sabaudo raccolse i frutti della vittoria sui francesi: ad Utrecht, ottenne i domini del versante italiano delle Alpi ed il regno di Sicilia, che nel 1718 gli fu sottratto in cambio della Sardegna (trattato di Cockpit [Londra]), divenendo cos\u00ec Torino capitale del regno di Sardegna.<\/p>\n<p>Dopo lo scoppio della Rivoluzione francese, la citt\u00e0, nel 1798, sub\u00ec nuovamente un\u2019invasione di truppe francesi successivamente scacciate nel 1799 dall\u2019esercito Austro-Russo al comando del generale russo Alessandro Vassilievic Suvarov.<\/p>\n<p>Appena un anno pi\u00f9 tardi, nel 1800, Napoleone Bonaparte vittorioso a Marengo, raggiunse Torino e vi istitu\u00ec una commissione provvisoria di governo e annettendo, con decreto, il Piemonte e la citt\u00e0 alla Francia.<\/p>\n<p>Terminato il periodo napoleonico, il congresso di Vienna restitu\u00ec la citt\u00e0 ai Savoia, e dal quel momento Torino si avvi\u00f2 ad una crescente importanza come centro dei comuni interessi nazionali in vista dell\u2019unificazione dello stato italiano.<\/p>\n<p>Il periodo risorgimentale, vide come protagonisti piemontesi l\u2019uomo politico e conte Camillo Benso di Cavour (Torino 1810 \u2013 1861) e il futuro primo re d\u2019Italia, Vittorio Emanuele II (Torino 1820 \u2013 Roma 1878).<\/p>\n<p>Cavour, abile diplomatico, riusc\u00ec ad intessere un\u2019alleanza con Napoleone III, imperatore dei francesi, per un intervento congiunto, in caso di guerra, contro gli austriaci.<\/p>\n<p>Nel 1859 il governo di Vienna invi\u00f2 un ultimatum che intimava Torino al disarmo, e la citt\u00e0 rispose con la dichiarazione di guerra. Il re Vittorio Emanuele II, con l\u2019appoggio dell\u2019alleato francese, part\u00ec immediatamente per il fronte, ed entr\u00f2 vittorioso a Milano, liberandola dall\u2019oppressione austriaca.<\/p>\n<p>Il cammino verso l\u2019unificazione italiana era ormai tracciato, ed il 26 febbraio 1861, la Camera dei Deputati, con sede a Palazzo Carignano, proclam\u00f2 la nascita del regno d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Torino fu capitale d\u2019Italia dal 1861 al 1865, quando questa fu trasferita prima a Firenze e successivamente a Roma. La citt\u00e0 subalpina, con la perdita del ruolo di capitale, vide diminuire la propria importanza politica e segn\u00f2 un periodo di crisi profonda, con una diminuzione provvisoria della sua popolazione di circa 30.000 persone.<\/p>\n<p>Proprio per evitare la decadenza che poteva derivarle dalla perdita delle sue funzioni di capitale d\u2019Italia, che la citt\u00e0, che gi\u00e0 possedeva piccole distillerie, filande, tessiture, officine, fonderie, cominci\u00f2 a sviluppare la sua funzione di grande centro industriale. E\u2019 del 1899, a Palazzo Bricherasio, la stesura dell\u2019atto di fondazione della FIAT, Fabbrica Italiana Automobili Torino. La citt\u00e0 si apprestava a divenire \u201ccapitale dell\u2019automobile\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1914 scoppi\u00f2 la prima guerra mondiale, e per Torino fu un periodo drammatico, dovuto anche al fatto che cominci\u00f2 a scarseggiare il pane e ci\u00f2 fu causa di scioperi, manifestazioni, disordini che sfociarono in scontri di piazza, con morti e feriti. A tali circostanze si aggiunse la grave epidemia influenzale denominata \u201cspagnola\u201d che semin\u00f2 parecchie vittime. Anche la guerra fin\u00ec, nel 1918, e l\u2019Italia ne usc\u00ec vittoriosa, ma le manifestazioni erano lungi dall\u2019estinguersi.<\/p>\n<p>I combattenti tornavano dal fronte e, per la maggior parte stentavano a reinserirsi nella vita quotidiana. Il malcontento serpeggiava e ne traevano spunto elementi sovversivi che riuscivano ad agitare la piazza.<\/p>\n<p>Nel 1922 i fascisti presero il potere, e l\u2019anno successivo diedero inizi\u00f2 all\u2019attivit\u00e0 della milizia, appoggiata anche dal clima di confusione e insofferenza che predominava in citt\u00e0. Nello stesso anno, Benito Mussolini (1883 \u2013 1945), capo del partito fascista, visit\u00f2 Torino fermandosi due giorni e si rec\u00f2 anche alla FIAT.<\/p>\n<p>Il 10 giugno 1940 l\u2019Italia si tuff\u00f2 nel secondo conflitto mondiale, ed il 12 giugno sub\u00ec il primo bombardamento aereo a cui ne seguirono altri, con centinaia di morti e case distrutte. Un\u2019angoscia che sarebbe durata fino alla primavera del 1945 tra bombardamenti, uccisioni di fascisti e di antifascisti, azioni di combattimenti partigiani, rappresaglie, fucilazioni, impiccagioni. Gli anni pi\u00f9 foschi furono quelli dell\u2019occupazione germanica.<\/p>\n<p>Gli anni del dopoguerra videro il fervore della ricostruzione, come il nuovo palazzo di Torino-Esposizioni e l\u2019Universit\u00e0 di Via Po. Il 3 novembre del 1960 fu inaugurato il Museo dell\u2019Automobile in Corso Unit\u00e0 d\u2019Italia.<\/p>\n<p>La citt\u00e0, a partire dagli anni cinquanta fino ai settanta, vede crescere il numero degli immigrati, in gran parte dovuto ad una massiccia immigrazione di manodopera industriale richiamata dall\u2019espansione dell\u2019industria automobilistica e proveniente soprattutto dalle regioni meridionali d\u2019Italia (nel 1961 si contavano 1.023.000 abitanti contro i 717.400 del 1951).<\/p>\n<p>Negli anni ottanta-novanta, la crisi che colpisce soprattutto l\u2019industria automobilistica Fiat, pilastro dell\u2019economia della citt\u00e0, e che si propagher\u00e0 a tutto l\u2019indotto, nonch\u00e9 i vari processi di ristrutturazione in atto in diversi altri settori industriali (meccanici ed elettronici), produrranno gravi ripercussioni sul livello occupazionale.<\/p>\n<p>Oggi Torino \u00e8 una citt\u00e0 che tenta di superare il periodo di crisi che l\u2019ha coinvolta e di puntare sul rilancio industriale e anche turistico, da quando nel 1999 \u00e8 stata designata quale sede per i Giochi Olimpici Invernali del 2006. Dal 2001 sono anche in corso i lavori per la costruzione di nuove opere e per la metropolitana, che collegher\u00e0 il centro urbano con la periferia della citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si ritiene che la pianura ai piedi delle Alpi fosse abitata da popolazioni costituite in maggioranza da montanari, da gente<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":320,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-120","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aimnet.it\/gncorrosione\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/120","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aimnet.it\/gncorrosione\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aimnet.it\/gncorrosione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aimnet.it\/gncorrosione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aimnet.it\/gncorrosione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=120"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.aimnet.it\/gncorrosione\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/120\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":432,"href":"https:\/\/www.aimnet.it\/gncorrosione\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/120\/revisions\/432"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aimnet.it\/gncorrosione\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aimnet.it\/gncorrosione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=120"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}